A differenza della messa a disposizione, dove sei tu a proporti spontaneamente, l'interpello funziona al contrario: è la scuola a pubblicare un avviso ufficiale quando ha bisogno di coprire un posto e le graduatorie non bastano più.
Una scuola può ricorrere all'interpello solo dopo aver esaurito, in ordine, GAE, GPS e graduatorie d'istituto per quella specifica classe di concorso o tipo di posto. Prima ancora, deve verificare la disponibilità di docenti nelle scuole vicine tramite un'apposita funzione del sistema informativo del Ministero (SIDI).
Possono partecipare i docenti abilitati o in possesso del titolo di studio idoneo — inclusi gli abilitati iscritti nelle GPS di altre province, non solo quella dove nasce l'interpello. È uno dei motivi per cui vale la pena monitorare interpelli anche fuori dalla propria provincia di iscrizione.
Ogni scuola pubblica l'interpello sul proprio sito istituzionale e ne invia copia all'Ufficio Scolastico Territoriale competente, che a sua volta lo pubblica in un'apposita sezione del proprio sito. Questo significa, in pratica, dover monitorare contemporaneamente decine di siti diversi — esattamente il tipo di controllo manuale e ripetitivo che un servizio di notifica automatica è pensato per eliminare.
Sono due strumenti diversi che possono convivere: puoi avere già inviato una messa a disposizione a una scuola e, in seguito, rispondere anche a un suo interpello se ne pubblica uno pertinente al tuo profilo.